Ieri, con aria d’attesa mi ritrovai sotto una pioggerellina fine, riparandomi sotto una tettoia di un affollato McDonald, mi accorsi di non essere in Italia, Milano, zona Lotto.
Ero circondato da lingue differenti, persone di nazionalità improbabili mi passavano accanto, sembrava di stare in uno di quegli aereoprti americani che si vedono nei film, tutti che aspettano qualcosa, il proprio presunto “volo”.
All’improvviso mi accorsi di fianco a me tre signore sulla cinquantina, parevano dell’est, sia dall’abbigliamento a tinte marroni e violacee, sia dalla lingua poco delicata.
Aspettavano come me, discutendo come tre dame del settecento che si apprestano a sorseggiare il thé delle cinque. Eranno in attesa di qualcosa appunto; ed era evidente.
Mi accendo l’ennesima sigaretta, quella dell’attesa, la classica che non dovresti fumare, perchè poi te ne penti o forse perchè ne hai appena spenta una, eppure non sai che altro fare nell’impaziente attesa.
Arriva all’appuntamento con l’est, un improbabile uomo sulla sessantina, molto alto, borghese, dai capelli bianchi, baffi lunghi ancora più bianchi; occhiali da intenditore di vini, garbato, educato e gentile, insomma un italiano di buone maniere. Si presenta alle tre signore vestito da tagliaerbe. La conversazione si fa fitta e intrigante anche se l’italiano non è sempre la lingua ufficiale.
Il borghese giardiniere, inviato come araldo o talent scout da una famiglia brianzola facoltosa offre un lavoro da colf, ribadendo con insistenza la differenza sostanizale tra colf e badante. Le tre sorelle soviet si arrabattano cercando di convincerlo a sfilare un posto fisso. Il confronto è acceso. Un testa a testa di referenze. “Lei deve capire, signore, io aspettare questo lavoro, tanta attesa, capisce!”
Gettai il mozzicone oramai diventato un filtro ingiallito nella pozza davanti a me. Ecco il mio amico che attendevo, finalmente è arrivato; ecco finalmente l’atteso verdetto per le signore dell’est…che attesa sconfinata.
Tutti attendono e prima o poi (e forse è qui che sta l’avventura), la risposta arriva, inaspettata appunto.
Io attendo, fiducioso della risposta.
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